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Le connessioni al femminile

La vita mi ha insegnato spesso che tutto è perfetto se la lasci fare. Lo dicevo anni fa e lo affermo oggi ancora di più, oggi che le candeline sulla torta sono di un numero che – forse – non duplicherò! Non dico che tutto è perfetto perché sono una sognatrice, lo dico perché ogni giorno ne ho conferma.

Se ti sei permesso di essere te stesso sempre e comunque, di incarnare la tua vera essenza, senza se e senza ma, non puoi che pensare che tutto è perfetto. 

Anni fa, ricordo come fosse oggi, qualcuno mi disse che in un ambiente di sole donne avrei dovuto tirare fuori gli artigli, perché le altre si sarebbero sentite spaventate da quello che incarnavo…  e direi incarno ancora. 

Libertà, sincerità, nessun compromesso e altri elementi che sentii elencare al mio interlocutore e che sapevo miei, ma che non credevo potessero “spaventare” le altre donne a tal punto da dovermi “armare”.

Erano anni in cui il mio processo di cambio pelle vibrazionale era già avviato, ma aveva ancora molti aspetti da vedere, definire e accogliere… e direi anche ripulire. Ero comunque in lotta con me stessa, ero alla ricerca di una Sara che per alcune cose non identificavo ancora e per altre credevo di aver perso… A volte mi sentivo anche arrabbiata con quella Sara per come stavano andando alcuni aspetti della sua vita. 

Oggi quella Sara è ancora qui ma, per certi versi, non esiste più. Le mie energie femminili e maschili non erano in equilibrio. Il mio “cielo e terra” erano anch’essi in disequilibrio.

Per “essere rispettata e ascoltata” in quell’ambiente lavorativo, credevo di dover reprimere la mia dolcezza, il mio cuore e, sì, indossare spesso un’armatura; questo modus operandi era adottato sia dagli uomini che dalle donne che mi circondavano. C’erano giorni in cui ero sfinita, prosciugata, tornavo a casa sentendomi un guerriero che aveva lasciato l’arena. Mi rendevo conto che invece di avvicinarmi a me stessa, mi stavo profondamente perdendo. Solo nel momento in cui ho buttato l’armatura a terra e ho cominciato a scegliere di nuovo i miei “abiti” è iniziato il vero processo di cambiamento. 

Piano piano, intorno a me non esistevano più guerre, chi arrivava di poco affine al mio sentire finiva per andarsene da solo.

Oggi, a parte un marito, dei migliori amici di lunga data, alcuni clienti che sono diventati amici, io finisco sempre più per imbattermi, relazionarmi “profondamente” ogni giorno, con anime che sono incarnate in corpi al femminile e né loro né io tiriamo fuori gli artigli. Anzi, anche nel caso in cui l’incontro sia il primo, maturiamo quasi istantaneamente la certezza che si stia trattando di un “ritrovarsi”.

La sorellanza, questa parola tanto inflazionata negli ambienti olistici, è un termine che sento sempre più mio e sempre più appartenente alla mia parte animica più profonda e antica. Mi piace definire questo aspetto le connessioni al femminile. 

Anni fa, dopo essere stata per due ore su un palco, davanti a una ottantina di donne, a parlare di centratura, meditazione, amore per se stesse, diario delle emozioni, eccetera, a fine giornata mi sentii chiedere come avessi fatto a dare voce con tanta semplicità ed equilibrio a demoni così grandi, senso di inadeguatezza, panico da prestazione, eccetera… insomma, a emozioni e sensazioni che tutte loro avevano provato, ma che stavano “rinnegando e cercando di nascondere al mondo”. 

“Ho vissuto e ho fatto mie queste cose” fu la mia prima risposta. Vissuto, rinnegato all’inizio e poi accolto e riconosciuto. 

Il processo di guarigione dell’anima, credo, possa passare solo da questo. Ho fatto la guerra con tutto ciò che stava dentro e fuori di me per arrivare a capire che dovevo deporre le armi e mettermi in ascolto. 

Oggi, incarno ogni giorno un solo mantra che dice: fa che tutto ciò che fai sia amore e lo faccio nelle piccole cose, nei gesti appena accennati, fino alle grandi decisioni, agli istanti che possono essere quelli che ti cambiano la vita. Oggi so che se scelgo qualcosa con il cuore e non con la mente, quella “cosa” si rivelerà quella perfetta per me. 

Anche oggi, per caso, dato che il caso non esiste, ho avuto la conferma che sempre più le anime che incontro sono quelle che risuonano con me. La sensibilità, per me, è una delle caratteristiche umane più importanti. Puoi essere un premio Nobel – e di sicuro la tua mente mi risulterà molto interessante – ma se poi sei privo di sensibilità, mi spiace ma è meglio che si prendano strade diverse. 

Anche oggi ho incontrato anime al femminile stupende, delicate, immensamente fragili e grandemente forti allo stesso tempo… donne che fanno delle loro vite un fiore bellissimo, donne che hanno accettato il loro dono e lo mettono a disposizione delle altre.

Le connessioni al femminile sono stupende! 

Quando mi sento dire che in un ambiente al femminile ci sono invidie e situazioni tese, guerra e che devi guardarti le spalle, sorrido sempre. Non lo faccio per mancanza di rispetto, ma perché, yes, ci sono passata e so cosa significa… Vi è però una sola cosa che potrei voler aggiungere a riguardo: ho lavorato tanto su di me e oggi di donne con cui entrare in conflitto non ne incontro più. Oggi con le donne che incontro si crea solo connessione, si crea qualcosa che risulta quasi difficile da spiegare a parole perché è qualcosa che si deve sentire. 

È una connessione – appunto – che arriva da vite passate, che arriva dalla parte più profonda di noi, che arriva dal nostro bagaglio di vita, dalla nostra sofferenza ma anche dalla gioia. Oggi, queste connessioni ci portano a sentirci “uno” e non singole identità, oggi queste energie sono quelle che hanno il potere di cambiare le cose e cambiare il mondo. E per dire questo non serve essere una sognatrice, ma una donna che riconosce nelle energie al femminile una grande potenza, quella dell’Amore. 

Quell’amore che non ha confini, che non ha vibrazioni basse, quell’amore che accoglie, tende la mano, cura e dà voce. Spesso non è nemmeno necessario parlare perché ci sono elementi che si sentono nell’etere e che non hanno forma se non nel cuore. 

Questo pezzo è arrivato dopo un incontro con una donna meravigliosa che crea opere d’arte e dopo il messaggio di un’altra donna stupenda che mi ha scritto: “mi manchi tanto” perché la mia distanza fisica di quest’ultimo periodo non ci ha permesso di vederci fisicamente. 

Mi sento fortunata e sono immensamente grata alla vita per ogni anima stupenda che ha messo sul mio cammino, per ogni incontro speciale che mi dona, per ogni condivisione che vivo nel mio privato e nel mio mondo magico della scrittura; sì, sono grata e mi scoppia il cuore di gioia. 

Mi scoppia invece di tristezza per tutte quelle donne che ancora non trovano connessioni e che non hanno amiche perché si privano di una ricchezza emozionale e animica pazzesca. La sola cosa che posso dire – perché sapete che i consigli mi stanno molto antipatici – è che se sei una donna e pensi che le donne siano “tutte stronze”, allora non devi guardare fuori ma dentro di te e vedere cosa stai rifiutando e cosa devi accarezzare. Perché ti assicuro che quando farai pace con te stessa, avrai un elenco lunghissimo di anime al femminile che amerai come sorelle e che ti ameranno allo stesso modo.

A volte ci sono anime che hanno scelto un cammino tortuoso e di guerra, noi non siamo però obbligate a trattenerle nella nostra vita…


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