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Dentro il senza tempo

Caro nonno,

abbiamo “staccato” dal mondo… Io la chiamo “rigenerazione cellulare”. Stare in un luogo immerso nella natura, nel silenzio e avvolto dalla bellezza. Negli ultimi tempi ci siamo mossi come equilibristi su una corda in grande oscillazione, pienamente coscienti di non avere alcuna rete di sicurezza… Il mio corpo e la mia mente sono stati Uno dentro la nebbia… nessuna separazione tra luce e buio.

E così, dopo aver rimodulato vari aspetti di vita, siamo saliti in moto e abbiamo staccato dal mondo…  Ospiti in una villa del ‘500… In questo luogo restaurato alla perfezione, contornata da affreschi preziosi, dentro il suono perfetto del silenzio, ti ho pensato, ti ho sentito presente…

C’è una stanza della lettura che ti sarebbe piaciuta un sacco… Lì dentro mi sono persa nel “senza tempo” a passare le mie dita su carta ingiallita di cent’anni fa, in compagnia di un camino, specchi con cornici importanti, librerie che sussurrano parole, tappeti delicati e poltrone in pelle che non solo ti accolgono, ma ti cullano anche dentro l’immobilità. Su uno dei ripiani ho trovato un vecchio scritto risalente al 1924: un nobile faceva la reconditazione delle sue attività di città e di campagna.

È stato nell’istante in cui ho incontrato la sua scrittura con una stilografica che ho pensato a te.

La tua calligrafia meravigliosa, curata e precisa.

Ho rivisto la me bambina, una marmocchia con gli occhioni e la chioma scompigliata, che ti guardava mentre aspettava di essere presa in braccio per venire sulle tue ginocchia. A quel punto aprivamo il libro, il mio dito indice puntava e seguiva le parole… “Paola lancia la palla a Mimì…” A oggi, ricordo ancora a memoria moltissime pagine di quel libro. È stato con te che in età prematura ho imparato a leggere e scrivere, non solo le parole ma anche la musica.

Tu che avevi una calligrafia d’altri tempi – proprio come questo signore che teneva conto delle sue entrate e uscite – una calligrafia che mi affascinava e incantava moltissimo. Seduta sulle tue ginocchia non solo ti osservavo scrivere con calma per poi copiare sulla riga sotto le frasi, ma ti osservavo anche inserire note sul pentagramma prima di farmi fare, con una pazienza infinita, il solfeggio. 

Caro nonno, avrei milioni di cose da raccontarti su tutto ciò che sta accadendo in questo mio viaggio meraviglioso chiamato vita… anche se sono convinta che non ce ne sia così bisogno perché nulla succede per caso…

E, questa mattina, in questa villa magica, mentre osservo lo “spazio fuori dal tempo” cullarmi in questo risveglio lento, ti dico solo che sono grata per tutto l’amore che mi hai donato, per questa smisurata passione per la carta sporca d’inchiostro che mi abita in ogni mio singolo respiro.

Caro nonno,

in questo preciso istante, mentre guardo il camino e godo di questo ambiente che resta sospeso nel “senza tempo”, mi rendo conto che proprio questo “senza tempo” non è lì fuori ma nel mio cuore…🤎


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