All

25 novembre: rinascere

Un paio di Mary Jane rosso lacca che non saranno più indossate…

Décolleté, sneaker, ballerine o anfibi… Non importa…

La violenza sulle donne non è qualcosa che appartiene a un mondo lontano… Smettiamo di avere false credenze a riguardo.

Ogni volta che una donna subisce violenza psicologica o fisica, ognuna di noi patisce la sua stessa lacerazione dell’anima e del fisico…

Siamo Uno!

Ogni volta che una donna finisce a terra, per strada o dentro le mura di casa, massacrata dall’uomo che dice di amarla, ognuna di noi è lì a terra accanto a lei…

C’è ancora chi crede che succeda solo in certi posti o a “certe donne”…

Beh vi sbagliate! Succede fuori dalla vostra porta, succede nella casa di quella donna che è dietro di voi alla cassa del supermercato e indossa occhiali scuri e una sciarpa al collo…

Sta succedendo in una casa, ora, forse nel palazzo di fronte…

E tu?

Esiste un limite non percettibile tra il mantenere il rispetto e la dignità in tutto questo e l’accorgersi che si è andate oltre, che li si è persi totalmente e con loro ogni tipo di capacità di salvarsi… e di discernere…

Quella riga sottile esiste ed è identificabile se sei “preparata”, se non permetti alla percezione di te stessa di pensarti fragile, sbagliata e molto altro che è complesso anche solo da dire a parole…

Quella riga si cancella nell’istante in cui per la prima volta passi il correttore e un buon fondotinta sui lividi, perché poi ce ne saranno altre di volte…

Lividi dentro al cuore e nell’anima che non cancellerai mai e che porterai con te per sempre se avrai la forza, la fortuna, il coraggio di dire basta, mettendoti in salvo. Allora ti aspetterà un lungo percorso di rinascita che ti porterà ad amarti e perdonarti anche per ciò che è successo.

È necessario capire che non vi è vergogna se si è entrate in questo meccanismo…

È necessario comprendere che tra la vita e la morte fisica e dell’anima vi è solo una manciata di secondi…

Ogni volta potrebbe significare morire…

Ogni volta che una donna si sente dire che è una stupida, una buona a nulla, una puttana, ogni volta che osserva i suoi polsi fermi e immobili sul materasso mentre lui le apre le gambe e ci si infila, dopo che lei ha detto no, ogni volta che arriva uno schiaffo, un pugno, ogni volta che si sente afferrare per i capelli, ogni volta che sente pronunciare la frase: “Poi a casa facciamo i conti”, ogni volta che…

Milioni di forme di violenza che stanno racchiuse dentro un solo elemento, lo chiamerò “l’amore malato”…

Crateri da colmare, bisogni devastanti, solitudini, storie distorte raccontate tra il chiaro e lo scuro di una voce singhiozzante che chiede una tregua…

Donne sfigurate dall’acido… donne che non esprimono più pensieri… donne con le ossa rotte e la pelle viola… donne legate da catene invisibili collocate con strategie silenziose e precise dentro la psiche…

Una goccia che cade lenta e costante sulla pietra e ne cambia la forma…

L’amore malato, mentre lo vivi, non lo riconosci…

Come hai fatto a permettere tutto questo? L’hai fatto e basta.

Perché finisci per credere che le cose vadano così e basta, finisci per credere che quella “sbagliata” sei tu…

Ogni volta che una donna finisce a terra su un pavimento freddo dentro le mura di una casa abitata da due che dicono di amarsi, ognuna di noi giace lì, a terra, accanto a lei…

Quindi, se lei ora non può rialzarsi, appoggiamo le nostre mani ben aperte e salde sulle mattonelle, accanto a lei, alziamoci piano e poi tendiamole la mano… E mentre l’abbracciamo, diciamole che esiste sempre una via di fuga… Sì, perché ora ci mettiamo in salvo…

Andiamo via da qui! Portiamola via…

Che si voglia stare scalze o dentro a scarpe rosse, questa “faccenda” bisogna guardarla in faccia e riconoscerla se vogliamo risolverla. Smettiamo di pensare che accada chissà a chi o chissà dove… e bla bla bla.

Aiutiamo chi oggi sta subendo violenza e non ha la forza e la speranza di credere che un giorno non accadrà più, dimostriamo che non è così. Perché quelle che si sono salvate esistono eccome e ora, anche se con i punti di sutura sulla pelle che oggi urlano dentro al cuore, sono qui pronte a stare sul pavimento accanto a loro e rialzarsi con loro per portarle via. Per fare in modo che non accada più! Perché il 25 novembre è semplicemente ogni giorno…

Facciamo indossare alla loro mente le scarpe rosse e pronunciare la parola “addio”, mentre varcano l’uscio in direzione della libertà…

Facile? No! Assolutamente no! Perché alcune scene o atti non svaniscono con il chiuderti la porta alle spalle. Poi, vomiterai le viscere a terra e griderai tutte le lacrime del mondo, quando di notte arriveranno gli incubi e ti sveglierai all’improvviso temendo che lui ti verrà a cercare…

Ma, anche se non sarà per nulla facile, sarà possibile ricominciare e un giorno ti guarderai allo specchio dentro gli occhi, forse un 25 novembre, e ti sorriderai e osserverai una bellissima luce nel tuo sguardo lucido…

Allora penserai che sei grata alla vita, che ti sei salvata e che vuoi aiutare tutte le altre a fare lo stesso…

Un paio di Mary Jane rosso lacca dentro il cuore di ognuna di noi e ai piedi di ogni donna che ha deciso di fare pace con se stessa e con i lividi che si è vergognata di avere e ha nascosto…

Le scarpe nella foto sono mie e oggi mi permetto di mettermele ai piedi, posso indossarle come e quando voglio. Poco meno di trent’anni fa non era così…

Sì, so cosa si prova a essere quella donna a terra sul pavimento…

Quindi oggi voglio solo dire a ognuna di noi e anche a chi ancora ci è dentro che: “Meriti di essere amata semplicemente per quello che sei e in tutto il tuo splendore”…

Oggi mi amo talmente tanto che non posso e non voglio permettere a qualcosa o qualcuno di dirmi se posso o non posso indossare quelle scarpe…

♥️

Con amore.

Sara


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.